6 errori quando versi la tonica nel Gin Tonic

GUIDA AL SERVIZIO

VERSARE LA TONICA, 6 ERRORI DA EVITARE

Versare la tonica sembra un gesto banale, ma basta commettere pochi errori per compromettere carbonazione, equilibrio e percezione aromatica del Gin Tonic.
Il gin può essere perfetto. Basta un gesto sbagliato per cambiarne completamente l’equilibrio.
Molti dedicano tempo alla scelta del gin, del bicchiere e del ghiaccio, ma sottovalutano il ruolo della tonica e il modo in cui viene versata.
Piccoli errori possono ridurre l’effervescenza, modificare la percezione aromatica e compromettere l’equilibrio del drink.

01
Calda

La temperatura della tonica è uno degli aspetti più trascurati.
Una tonica conservata a temperatura ambiente tende a perdere anidride carbonica più rapidamente una volta aperta e versata nel bicchiere rispetto a una ben refrigerata.
Il risultato è un Gin Tonic meno vivace, con una sensazione di freschezza inferiore.
Inoltre il caldo scioglierà il ghiaccio molto più rapidamente comportando una diluizione eccessiva e soprattutto troppo rapida.
Per questo motivo è consigliabile conservare sempre la tonica in frigorifero prima dell’utilizzo.

02
Troppa

Il fatto che tutta la tonica entri nel bicchiere non significa che debba essere utilizzata.
Più tonica, maggiore sarà la diluizione del distillato e minore sarà la percezione del gin.
Come punto di partenza, un rapporto di circa 1 parte di gin e 3 parti di tonica rappresenta un buon equilibrio.
Con gin particolarmente complessi o aromatici può essere preferibile ridurre ulteriormente la quantità di tonica per valorizzarne il profilo.
Non esiste un rapporto universale: il miglior equilibrio dipende sempre dal gin utilizzato ma la regola da ricordare sempre è “si fa sempre in tempo ad aggiungere ma mai a levare”

03
Troppo velocemente

Versare la tonica come fosse una cascata di acqua favorisce una dispersione più rapida dell’anidride carbonica, riducendo l’effervescenza del drink e la freschezza del gin tonic.
Per ottenere un risultato migliore è preferibile versarla lentamente, con la bottiglia attaccata al bicchiere, eviterai di creare centimetri di schiuma rilasciando preziosa anidride carbonica.
È un’attenzione estremamente semplice, ma permette di preservare più a lungo la carbonazione.
Prenditi il tempo per il tuo rituale, il gin tonic è meditazione.

04
Usare oggetti

Versare la tonica sopra al Bar spoon, lo stirrer e altri accessori è un gesto scenografico ma non serve davvero, anzi.
Dal punto di vista pratico, la tonica attraversa una superficie aggiuntiva prima di arrivare nel bicchiere che all’apparenza può sembrare liscio ma in realtà non lo è.
Una bevanda carbonata più oggetti incontra nel suo percorso più rapidamente perde anidride carbonica.
Inoltre alcuni di questi oggetti vengono impugnati dagli addetti ai lavori rendendoli poco igienici.
Se l’obiettivo è preservare il più possibile l’effervescenza, è generalmente preferibile versarla direttamente e lentamente nel bicchiere, senza farla passare attraverso altri oggetti.

05
Bottiglie aperte

Una volta aperta, una tonica inizia progressivamente a perdere anidride carbonica.
Anche richiudendo la bottiglia, la pressione interna diminuisce e il livello di effervescenza non sarà più quello originale.
Il risultato può essere un Gin Tonic meno brillante e meno equilibrato.
Per questo motivo è consigliabile aprire la tonica poco prima della preparazione e utilizzarla completamente.
Le bottiglie di piccolo formato rappresentano spesso la soluzione più pratica quando si preparano pochi drink, ma anche quando si preparano molti drink lasciare una bottiglia da 1lt vuota per 3/4 significa perdita di effervescenza nell’arco di pochi minuti.

06
Toniche zero

Le toniche senza zucchero o a ridotto contenuto di zuccheri possono danneggiare il gin.
Non bisogna pensare che la sostituzione sia automatica rispetto ad una tonica normale in quanto possono impattare pesantemente sull’equilibrio di un gin tonic.
Un gin potrebbe sterzare totalmente su una botanica, incrementare la percezione di agrumi o anche tirare fuori spiacevoli note amare.
L’unico modo corretto per valutarne l’abbinamento è provarla con quel determinato gin.
Non bisogna scegliere una tonica solo perché è “Zero” o “Low Sugar”: bisogna verificare che valorizzi il distillato senza coprirne o cambairne gli aromi.

Bonus

Agitare il gin tonic una volta preparato richiede delicatezza, agitarlo come fosse uno shake proteico, girare l’agitatore per cocktails o la cannuccia come pazzi comporta una perdita accelerate della componente frizzante.
Trattate le bollicine del gin tonic con rispetto e girate il drink con delicatezza dal basso verso l’alto

CONCLUSIONE

La qualità del Gin Tonic non dipende soltanto dal gin.
Temperatura della tonica, quantità utilizzata, velocità di versata, modalità di servizio e freschezza della bottiglia incidono tutti sul risultato finale.
Sono dettagli semplici, ma sono proprio questi dettagli che fanno la differenza tra un Gin Tonic qualsiasi e uno preparato con attenzione.