Come leggere l’etichetta di un Gin

GUIDA ALLA SCELTA

COME LEGGERE L’ETICHETTA DI UN GIN

alcuni passi essenziali da leggere prima di acquistare il tuo prossimo gin

L’etichetta di un gin racconta molto più di quanto sembri.

Non basta guardare una bella bottiglia o la parola “Premium” per capire se un prodotto è realmente valido. Alcune informazioni sono regolamentate dalla legge, altre sono puramente commerciali, mentre altre ancora possono aiutarti a capire come è stato prodotto quel gin e cosa aspettarti nel bicchiere.

Questa guida ti aiuterà a leggere ogni elemento dell’etichetta con maggiore consapevolezza.

01

stile

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volume

03

distilleria

04

botaniche

05

titoli

06

packaging

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Lo stile

La prima informazione da cercare è lo stile del gin.

È uno degli elementi più importanti perché identifica la categoria legale del prodotto e, di conseguenza, alcune caratteristiche del suo processo produttivo.

Le principali categorie che puoi trovare in etichetta sono:

LONDON DRY

Secondo il Regolamento (UE) 2019/787, il London Dry Gin deve rispettare
requisiti molto precisi.

Tra questi:

♦︎ ottenuto esclusivamente dalla distillazione di alcool etilico di origine agricola;

♦︎ solo con botaniche naturali;

♦︎ il sapore predominante deve rimanere quello del ginepro;

♦︎ non può essere colorato;

♦︎può contenere al massimo 0,1 g/L di zuccheri;

♦︎ dopo la distillazione si può aggiungere solo acqua o alcol di base

DISTILLED

Il Distilled Gin è anch’esso ottenuto mediante ridistillazione di alcool etilico di origine agricola con ginepro e altre botaniche naturali.

Dopo la distillazione, la normativa consente l’impiego di sostanze aromatizzanti o preparazioni aromatiche.

Molti distillatori preferiscono non rispettare il disciplinare del London Dry per avere maggiore libertà creativa. Ad esempio possono scegliere di distillare separatamente alcune botaniche, oppure utilizzare tecniche produttive che non rientrano nei requisiti previsti per un London Dry.

COMPOUND

Per definizione non comprende una ridistillazione.

Si ottiene per infusione delle botaniche direttamente nell’alcool etilico di origine agricola.

Questa differenza produttiva è ciò che distingue principalmente questa categoria dalle precedenti.

Non ricade sotto una norma specifica quindi deve rispettare le regole ampie del gin (alcol di origine agricola, 37,5% minimo di volume, presenza di ginepro)

 

Anche chiamato Bathtub (vasca da bagno) per la sua preparazione nelle vasche da bagno durante i periodi di proibizionismo

OLD TOM

È uno stile storico di gin.

Durante il periodo del Gin Craze, quando la vendita di gin era fortemente regolamentata, alcuni esercizi clandestini esponevano all’esterno una targa raffigurante un gatto nero (Tom Cat).

Il cliente inseriva una moneta in una fessura e riceveva il gin attraverso un piccolo tubo o rubinetto, senza che avvenisse un contatto diretto con il venditore.

Ottenuto attraverso l’aggiunta di zucchero, dolcificanti o tecniche produttive che ne esaltano la dolcezza e morbidezza

Oggi non rappresenta una categoria definita dal Regolamento (UE) 2019/787, ma una denominazione tradizionalmente utilizzata nel settore.

SLOE GIN

Liquore ottenuto mediante macerazione di prugnole, dette anche sloe berries, nel gin.

É consentita l’ aggiunta di succo di prugnole o sostanze aromatizzanti naturali.

Questo è l’unico prodotto a cui è consentito l’utilizzo del nome gin in etichetta nonostante la gradazione alcolica al di sotto del 37,5% minimo richiesto dal disciplinare del gin.

Nasce come liquore natalizio in quanto le prugnole tendono ad essere mature per Novembre ma in tonica diventa estremamente fresco e piacevole

NAVY STRENGTH

È una denominazione tradizionale utilizzata per identificare gin ad alta gradazione, generalmente pari o superiore al 57% vol.

L’origine di questa gradazione è legata alla Royal Navy.

Secondo la tradizione, 57% vol. era la gradazione minima alla quale la polvere da sparo continuava ad accendersi anche dopo essere stata bagnata dal distillato, garantendo che in caso di caduta nella stiva la polvere non fosse inutilizzabile.

Un’altra storia, molto diffusa ma non documentata con certezza, racconta che gli ufficiali mescolassero una piccola quantità di gin con la polvere da sparo per verificare che non fosse troppo diluito.

LO STILE TI PERMETTE QUINDI DI CAPIRE COME IL GIN È STATO PRODOTTO, NON NECESSARIAMENTE QUANTO SARÀ BUONO

02
Gradazione

La gradazione non determina la qualità del prodotto.
Influisce invece sulle sue caratteristiche sensoriali e sul modo in cui viene percepito durante la degustazione.
In generale, aumentando l’ABV aumenta anche la percezione di:
1 struttura; 2 intensità aromatica; 3 viscosità; 4 persistenza.

Al contrario, una gradazione inferiore tende a rendere il distillato più leggero e morbido.

03
Distilleria

Molti consumatori si concentrano sul marchio riportato sulla bottiglia.
In realtà è utile distinguere tra il marchio commerciale e la distilleria che ha effettivamente prodotto il gin.
Il luogo indicato sull’etichetta, da solo, racconta relativamente poco.
Molto più interessante è capire quale distilleria abbia realizzato il prodotto.
In alcuni casi è possibile risalire al produttore attraverso il codice identificativo della distilleria (C.A.), anche se non sempre questa ricerca è semplice, ma google molte volte può aiutare a risalire al distillatore.
È inoltre importante ricordare che la società che commercializza un gin non coincide necessariamente con quella che lo distilla.

04
Botaniche

Le botaniche rappresentano gli ingredienti vegetali utilizzati per aromatizzare il gin.
Molti consumatori scelgono un prodotto proprio in base all’elenco delle botaniche riportato in etichetta.
Occorre però fare attenzione.
L’Unione Europea non impone l’obbligo di indicare l’elenco delle botaniche utilizzate sull’etichetta del gin.
Quando presenti, questi elenchi sono quindi spesso volontari.
Inoltre, la presenza di un numero elevato di botaniche non significa automaticamente che il gin sia migliore.
Bilanciare poche botaniche può risultare molto più complesso che inserirne molte.
La qualità di un gin dipende dall’equilibrio complessivo della ricetta.

05
Premium

La parola Premium compare su moltissime bottiglie.
Dal punto di vista normativo, però, non identifica alcuna categoria legale.
Non esiste un ente che certifichi un gin come “Premium”.
Non esistono requisiti previsti dal Regolamento (UE) 2019/787 per poter utilizzare questa dicitura.
Lo stesso vale per termini come:
* Ultra Premium;
* Super Premium;
* Superior
o altre espressioni simili.
Si tratta di definizioni commerciali, scelte liberamente dal produttore.
Da sole non permettono di stabilire la qualità del gin.

06
Packaging

Una bottiglia può essere molto curata.
Un’etichetta può essere estremamente elegante.
Questo racconta sicuramente qualcosa sul marchio e sul suo posizionamento.
Ma non migliora automaticamente il contenuto della bottiglia.
Per questo motivo è sempre consigliabile leggere l’etichetta, analizzare il prodotto e, soprattutto, assaggiarlo.
Perché l’etichetta racconta molto.
Ma è il bicchiere a raccontare tutto.