FAQ

FAQ

TUTTE LE DOMANDE SUL GIN CHE AVEVI PAURA DI CHIEDERE

Il London Dry è fatto a Londra?

No. Nonostante il nome, un London Dry Gin non deve essere prodotto a Londra.

“London Dry” è uno stile di produzione definito dal Regolamento (UE) 2019/787, non un’indicazione geografica.

Per essere classificato come London Dry, un gin deve rispettare requisiti molto precisi, tra cui:

  • essere ottenuto mediante ridistillazione di alcol agricolo con botaniche naturali;
  • avere il ginepro come aroma predominante;
  • non contenere aromi o coloranti aggiunti dopo la distillazione;
  • poter contenere al massimo 0,1 g/L di zuccheri aggiunti.

Per questo motivo esistono ottimi London Dry prodotti in Italia, Giappone, Sudafrica, Australia e in molti altri Paesi.

In breve: London Dry descrive il metodo di produzione, non il luogo in cui il gin viene prodotto.

Cosa sono le botaniche?

Le botaniche sono gli ingredienti di origine vegetale utilizzati per aromatizzare il gin durante la sua produzione.

Possono comprendere bacche, semi, radici, cortecce, fiori, foglie, erbe, spezie e scorze di agrumi. La botanica fondamentale è il ginepro, il cui aroma deve essere predominante perché un distillato possa essere definito gin.

Tra le botaniche più comuni troviamo coriandolo, angelica, cardamomo, iris, scorze di limone e arancia, ma ogni produttore può costruire una propria combinazione.

È importante però non confondere botaniche e aromi percepiti: la presenza di una botanica nella ricetta non significa necessariamente che il suo aroma sia chiaramente riconoscibile nel bicchiere.

In breve: le botaniche sono gli ingredienti utilizzati per costruire il profilo aromatico del gin.

Esistono gin senza ginepro?

No. Per definizione, non può esistere un gin senza ginepro.

Il ginepro è l’ingrediente che caratterizza legalmente il gin. Sia la normativa europea (Reg. UE 2019/787) sia quella di molti altri Paesi stabiliscono che il sapore predominante deve essere quello del ginepro.

Questo non significa però che debba essere sempre evidente. Alcuni produttori scelgono di mettere in risalto agrumi, spezie, fiori o altre botaniche, rendendo il ginepro meno percepibile. Tuttavia, se il ginepro non fosse presente o non fosse l’aroma predominante, il prodotto non potrebbe essere commercializzato come gin.

In breve: un gin senza ginepro non esiste. Se manca il ginepro, non è più un gin.

Come scegliere un gin?

Il primo passo è quello di studiare la nostra guida su come leggere l’etichetta di un gin

Quale tonica scegliere?

Se l’obiettivo è valorizzare il gin, la scelta più sicura è una tonica Indian neutra, con una ricetta semplice ed equilibrata, a base di acqua gassata, chinino, zucchero e acido citrico.

Questa tipologia di tonica rispetta il profilo aromatico del distillato senza coprirlo ed è, nella maggior parte dei casi, il miglior punto di partenza.

Le toniche Zero o dolcificate con fruttosio possono modificare sensibilmente la percezione degli aromi e dell’equilibrio del cocktail. Non sono necessariamente da evitare, ma non si abbinano a tutti i gin e dovrebbero essere provate caso per caso.

Allo stesso modo, le toniche aromatizzate (agrumi, fiori, spezie, frutti rossi, ecc.) tendono ad aggiungere un ulteriore livello aromatico che spesso copre o altera il profilo originale del gin. Per questo motivo, salvo abbinamenti studiati, non le consigliamo.

Vuoi approfondire? Leggi la nostra guida dedicata agli errori più comuni nella scelta della tonica, dove spieghiamo come un’acqua tonica apparentemente simile possa cambiare completamente il risultato nel bicchiere.

6 errori quando versi la tonica nel Gin Tonic

Quale garnish è adatta al Gin Tonic?

Se l’obiettivo è degustare davvero un gin, il garnish migliore è non utilizzare alcuna guarnizione.

Limone, lime, arancia, pompelmo, rosmarino, pepe o altre botaniche rilasciano oli essenziali e composti aromatici che modificano il profilo del cocktail. In molti casi finiscono per coprire o alterare gli aromi che il produttore ha cercato di ottenere.

Per questo motivo, durante le nostre degustazioni serviamo il Gin Tonic senza garnish, così da poter valutare il distillato nel modo più fedele possibile.

Se invece il tuo obiettivo è creare un cocktail dal gusto personale, il garnish può essere utilizzato come ingrediente aggiuntivo, purché sia una scelta consapevole e non un’abitudine automatica.

In breve: per conoscere davvero un gin, il miglior garnish è nessuno.

Posso bere il gin liscio?

Sì. Anzi, è il modo migliore per conoscere davvero un gin.

Assaggiarlo liscio permette di valutarne il profilo aromatico senza l’influenza della tonica, del ghiaccio o del garnish, cogliendo sfumature che nel Gin Tonic potrebbero risultare attenuate o completamente coperte.

Per ottenere una degustazione più fedele, consigliamo di servirlo a temperatura ambiente o leggermente fresco, in un bicchiere da degustazione o in un piccolo tumbler, evitando di raffreddarlo eccessivamente.

Dopo l’assaggio liscio, puoi preparare un Gin Tonic utilizzando una tonica Indian neutra: solo così sarà possibile capire come cambia il profilo aromatico del distillato.

In breve: se vuoi conoscere davvero un gin, il primo assaggio dovrebbe essere sempre liscio.

Qual è la differenza tra London Dry e Distilled Gin?

Entrambi sono gin ottenuti mediante ridistillazione, ma il London Dry Gin deve rispettare requisiti più restrittivi.

Nel London Dry tutti gli aromi devono derivare dalla distillazione delle botaniche e, dopo la distillazione, non possono essere aggiunti aromi né coloranti. È ammessa solo una quantità minima di edulcoranti, fino a 0,1 g di zuccheri per litro di prodotto finale.

Nel Distilled Gin, invece, dopo la ridistillazione possono essere aggiunte sostanze aromatizzanti e preparazioni aromatiche consentite, lasciando maggiore libertà nella costruzione del profilo finale.

In breve: ogni London Dry è un gin distilled, ma non ogni Distilled Gin può essere definito London Dry.

Qui puoi trovare i link alla normativa Regolamento (UE) 2019/787 – testo ufficiale italiano su EUR-Lex

Il gin contiene zucchero?

Dipende dalla tipologia di gin.

Un London Dry Gin può contenere una quantità estremamente limitata di edulcoranti: il prodotto finale non può superare 0,1 g di zuccheri per litro, espressi come zucchero invertito.

Altre categorie di gin possono invece contenere quantità maggiori di edulcoranti. Esistono inoltre stili tradizionalmente più dolci, come l’Old Tom Gin.

In breve: London Dry non significa necessariamente zero zucchero, ma la quantità ammessa è praticamente trascurabile.

Cos’è un Compound Gin?

Un Compound Gin è un gin ottenuto aromatizzando attraverso infusione un alcol etilico di origine agricola senza che sia obbligatoria una successiva ridistillazione.

Le botaniche, tra cui necessariamente il ginepro, possono essere messe in infusione o macerazione nell’alcol oppure possono essere utilizzate sostanze aromatizzanti consentite. Il risultato deve comunque mantenere il ginepro come aroma predominante per poter essere definito gin.

La differenza principale rispetto a un Distilled Gin è quindi il processo: quest’ultimo richiede la ridistillazione dell’alcol in presenza di ginepro e altre botaniche naturali, mentre un Compound Gin può essere prodotto attraverso l’aromatizzazione senza ridistillazione.

In breve: Compound Gin non significa gin di qualità inferiore: indica un metodo produttivo diverso, nel quale la ridistillazione non è necessaria.